Intervista gotica a Erica Gazzoldi

Erica Gazzoldi

GoticaTraLeRighe, oltre ad intrattenervi giornalmente su Facebook con pensieri e immagini a tema gotico, vuole anche farvi conoscere persone che questa cultura la vivono giornalmente e che contribuiscono a loro modo a diffonderla.


Oggi abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchiere con una grande amante della cultura gotica: Erica Gazzoldi, giornalista, scrittrice, insegnante, blogger e YouTuber.

Ciao Erica, benvenuta nel salotto di GoticaTraLeRighe e grazie per esserti messa a disposizione per questa intervista!

Salve! Grazie per avermi contattato.

Innanzitutto, come preferisci essere definita? Giornalista, scrittrice, insegnante, blogger o YouTuber? Qual’è la definizione che meglio ti rispecchia?

Non nutro un particolare attaccamento verso nessuna di queste. Sono varie attività che mi permettono di mantenermi (nel caso del giornalismo e dell’insegnamento) o di esprimere la mia creatività.

Di certo, sono una persona che ha voglia di vivere nella misura in cui può dare vita alle parole e alle immagini che ha dentro. Principalmente, lo faccio scrivendo… ma non solo.

Proviamo a fare un gioco… io ti elenco le tue varie attività e tu mi dici cosa ti piace di più dell’attività in questione. Pronta?

Giornalista.

Mi permette di entrare in contatto con persone che, prima, non conoscevo e mi spinge a fare attenzione alla realtà che ho intorno.

Scrittrice.

La parola è il mezzo espressivo che mi è più congeniale. Mi piace la relativa facilità con cui la parola scritta traduce i miei pensieri e le mie sensazioni.

Insegnante.

I ragazzi delle scuole mi comunicano la loro vivacità. Stare con loro mi fa “uscire dal guscio” in cui, a volte, avrei la tentazione di rimanere.

Stare a contatto con una classe mi fa toccare con mano la fatica e la necessità di imparare a vivere insieme, di avere regole comuni senza per questo castrare l’autenticità e la voglia di vivere.

I ragazzi crescono, ma fanno crescere anche me.

Blogger.

Il blogging è ottimo per una scrittura relativamente “leggera”, quasi istantanea e senza obblighi di forma. Mi consente anche di far circolare pensieri e di fare pubblicità gratuita ai miei libri.

YouTuber.

Audio e video sono mezzi espressivi che ho imparato a usare solo di recente e coi quali non ho ancora molta dimestichezza. Ma mi stanno aprendo nuove possibilità: YouTube mi permette di parlare di libri in modo fresco, spiritoso e creativo.

Un conto è limitarsi a recensire, un altro è presentare contenuti attraverso musiche, immagini e performance: questo rende la ricezione più facile e piacevole; dà la sensazione di poter “vivere” l’argomento.

YouTube mi consente anche di dare sfogo alla mia vena attoriale, senza affrontare le spese e l’impegno richiesto da una compagnia teatrale. Ho fatto parte di tre compagnie amatoriali e ho frequentato corsi con attori e registi professionisti; ma, in questo periodo, per me non sarebbe il caso.

Proviamo ad andare un po più a fondo. Sai che il nostro pubblico non si accontenta di ciò che si vede in superficie… siamo tutti un po’ curiosi e abbiamo sete di dettagli che non si possono trovare altrove…

Chi è Erica Gazzoldi? Quando torni a casa la sera e ti spogli dei tuoi panni professionali, che persona ritrovi? Come lo descriveresti in un tweet di 280 caratteri? (Te ne concedo anche qualcuno in più se vuoi…) 

Mi tolgo gli anfibi o le scarpe da ginnastica e mi metto le ciabatte. Per il resto, non ci sono grandissime differenze. Passione e goffaggine sono le due parole che mi descrivono.

Dopo il lavoro, faccio quattro chiacchiere in famiglia; più spesso, scrivo, leggo disegno o ribalto la casa per creare il set di un video. Guai a disturbarmi durante una qualsiasi di queste operazioni… nutro una certa gelosia verso il mio tempo e il mio spazio.

Ma trovo sempre tempo per gli amici, che si tratti di aiutarli o di divertirsi insieme. Adoro NON prendermi troppo sul serio. 

Erica, sul tuo blog e sulla tua pagina Amazon si possono trovare diverse tue opere, provo a fare un elenco:

  • La tessitrice di parole,
  • La biblioteca di Belisa,
  • Il cavallo e il ragazzo. La conversione come ritorno e liberazione,
  • Nilde Ario: Un gotico odierno a sfondo pavese,
  • L’amante del mago,
  • Le rose della notte,
  • Il Simposio – Incipit vita nova, 
  • Anime sparse,
  • Il Simposio – Linee che s’intersecano,
  • Caffè al profumo di libri, 
  • Streghette mie, 
  • Catabasi, 
  • Santarelline e donne di mondo, 
  • The Arcana: una fantasia di carte

Sei un autrice molto prolifica! A quale di queste opere sei più legata? Perché?

I due numeri del Simposio sono numeri di un periodico che attualmente dirigo, non mie opere. Tendenzialmente, ho un legame più forte con l’opera più recente, perché è quella che esprime meglio la persona che sono attualmente.

Quindi, al momento, è The Arcana: una fantasia di carte. Ma sarà superata… quando pubblicherò la prossima.

Quali tra questi libri potresti consigliare al pubblico di GoticaTraLeRighe? Ce li puoi raccontare brevemente?

Visti i gusti del pubblico, consiglierei la sezione di Anime sparse dedicata ai vampiri e ad altre creature della notte. Anche la raccolta poetica Catabasi ha diversi tratti cupi o fantastici. Parla spesso di discesa nei lati più oscuri di sé… negli incubi, nei fantasmi non pacificati.

La tua ultima pubblicazione The Arcana: una fantasia di carte risale a quest’anno. Ti concedo 2 minuti senza interromperti per parlarci di questo libro. Vai col cronometro!

È la raccolta delle fanfiction e delle poesie ispirate al visual novel The Arcana: A Mystic Romance, prodotto dalla NixHydra.

Avrebbe dovuto essere un divertissement; invece, a furia di produrre testi ispirati a questi personaggi, ne è uscita un’intera raccolta di racconti. Quasi tutti sono fantasy romantici, ma ci sono anche vicende di vampirismo e discese in un regno demoniaco…

Per quel che riguarda la tua attività di scrittrice, hai altre idee in mente? Stai già lavorando ad un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, continuo a scrivere racconti e poesie e sto raccogliendo materiali su un romanzo storico-gotico ispirato alla leggenda di un fantasma. La prossima ad uscire in prevendita, però, dovrebbe essere una raccolta di poesie.

Ho una curiosità… quanto ci metti in media a scrivere un libro? 

Bella domanda… Diversi miei libri, più che opere scritte “tutte d’un pezzo”, sono raccolte di materiali più brevi, quindi è difficile cronometrare.

I racconti compresi in Anime sparse coprono l’arco di dieci anni. Ma, se si tratta di sillogi poetiche o romanzi brevi, possono anche essere completati in un solo anno.

Sei una di quelle scrittrici che scrivono tutta la notte fino al mattino o riesci a ritagliarti delle ore durante il giorno?

Mi ritaglio alcune ore domenicali, oppure scrivo in treno, o poco prima di andare a dormire.

Cambiamo ora un po argomento, lo sai che mi piace saltare di palo in frasca… Che impatto hanno avuto su di te questi strani anni di pandemia? Mi piacerebbe sapere come questo periodo abbia influito su di te sia come persona, sia a livello professionale.

Per mia grazia, il lavoro come insegnante mi ha permesso di non perdere la mia fonte di sostentamento. Ho dovuto trascorrere molto più tempo in casa, come chiunque; per fortuna, la scrittura, il disegno e i video mi hanno occupato molto e hanno fatto sì che il lockdown non mi pesasse più di tanto.

Sapevo che avrei rivisto i miei amici e che l’affiatamento non sarebbe mutato. Così è stato: finite le chiusure, ci siamo rivisti come se niente fosse successo.

Spero comunque che non ci sarà un altro lockdown.

Sei ottimista? Riesci a vedere la luce alla fine del tunnel? 

Io non guardo in fondo al tunnel. Penso solo a camminare, che è quello che mi compete. È per questo che i miei tunnel (anche i più bui) non mi hanno inghiottito. 

Bella metafora! È un bel modo per affrontare la vita e i suoi problemi!

Erica, raccontaci qualcosa della tua rubrica su YouTube: il Bar del Gotico.

Il rimando al “bar” fa pensare a un luogo dove ci si ritrova per parlare con piacere e in tono leggero. Mi è venuta quest’idea quasi per caso.

Avevo una gran voglia di creare una rubrica di divulgazione letteraria, ma di farlo divertendomi e creando personaggi da interpretare. Ho scelto la letteratura gotica come tema, perché è un campo un cui mi muovo volentieri e che mi dà una notevole varietà di spunti. 

Cosa significa per te essere gotica? Quando sei entrata in contatto per la prima volta con questo movimento? E cosa ti ha affascina di questa cultura?

Ho scoperto la subcultura goth leggendo il saggio Creature simili, quando ero all’ultimo anno di università. Mi ha colpito la sua corrispondenza con la mia sensibilità.

Ho sentito d’aver trovato finalmente un linguaggio per esprimermi, o (perlomeno) per esprimere una parte di me che lottava per emergere: la rabbia interiorizzata, l’attrazione per il mistero, il sollievo di poter trasformare il mio cuore spezzato in un forma di estetica e di bellezza.

Essere goth, per me, significa riuscire ad amare anche gli aspetti più “oscuri” della natura umana… abbracciare la propria fragilità e tristezza, l’aggressività, il romanticismo e la fantasia, tutto quanto non sarebbe facilmente accettato o compreso dalle persone che ci circondano.

Significa guardare in faccia anche la morte come parte di noi. “Gothic”, in origine, significava “barbaro” e “medievale”. Ebbene, anche quel bisogno selvaggio di ascoltare storie di fantasmi, rabbrividire e scatenare l’immaginazione ha bisogno del suo sacrosanto spazio per esprimersi, se non vogliamo che si vendichi compromettendo la nostra salute mentale. 

È un interesse rivolto solo alla letteratura o ti rivedi nella cultura gotica anche per quel che riguarda l’abbigliamento e lo stile di vita?

Il mio abbigliamento e stile di vita è stato propriamente goth “solo” fino a tre anni fa, durante un periodo particolarmente difficile a livello psicologico, per me, che non è durato poco..

Ora non ho più un aspetto dark, perché quel codice ha cominciato ad andarmi stretto.

La passione per la letteratura, la musica e l’estetica gotica non mi è però passata.

Erica ti ringrazio molto per il tempo che hai voluto dedicarci, mi ha fatto molto piacere conoscerti, come son sicuro farà piacere ai nostri lettori.
Prima di congedarti però, come da consuetudine, vorrei chiederti se in questa intervista avresti voluto che ti ponessi una domanda che invece non ti ho fatto, e cosa avresti voluto rispondere. La tipica domanda alla Marzullo…. Si faccia una domanda e si dia una risposta 🙂

Una domanda? Penso sia questa: ha senso la distinzione fra arte e vita? Credo di no. L’arte è creazione: chi vive crea di continuo e per necessità (relazioni, pensieri, progetti…). 

Grazie ancora a  Erica Gazzoldi per averci concesso questa piacevole intervista!

Grazie a voi!


Se volete seguire Erica sul suo blog e sul suo canale YouTube potete seguire i seguenti collegamenti:

Qui di seguito potete trovare e acquistare le pubblicazioni di Erica Gazzoldi:

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